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Stiamo andando nel fosso - Ovvero: Forse i dinosauri si sono estinti a causa della finanza speculativa - Riflessioni in forma di appunti (di Rodolfo Vignocchi - settembre 2011)
Stiamo andando nel fosso - Ovvero: Forse i dinosauri si sono estinti a causa della finanza speculativa - Riflessioni in forma di appunti             (di Rodolfo Vignocchi - settembre 2011)

Preambolo

  • Si tratta di riflessioni abbozzate e rappresentate in forma di appunti (veloci da leggere)
  • Riguardano il processo di involuzione/avvitamento dell’economia mondiale guidato da una finanza fuori controllo.
  • Toccano vari argomenti, ma con un comune filo conduttore
  • Il titolo delle riflessioni aveva un punto interrogativo, ma alla luce degli accadimenti dall’estate in poi ho pensato di toglierlo.
  • Eccesso di pessimismo? Piuttosto volontà di alzare la voce e porre l’attenzione sul rischio. Solo una ripresa di pensiero forte, alto e lungimirante, insieme al riappropriarsi da parte della politica del suo ruolo, può consentirci di evitarlo.

Il “mondo derivato”

  • Economia e società stiano marciando con una logica “derivata”
  • “Derivata” in senso matematico
  • Quello che conta infatti non è lo stato delle cose, ma la velocità (derivata prima) con cui cambia lo stato delle cose e spesso l’accelerazione (derivata seconda)
  • Occorre un breve excursus nel mondo della matematica e della fisica
  • Definizione di derivata e significato fisico di derivata
  • Facciamo l’esempio “spostamento-velocità accelerazione”
  • La velocità è la variazione dello spostamento nell’unità di tempo
  • L’accelerazione è la variazione della velocità nell’unità di tempo
  • a = dv/dt = d2s/dt2
  • Accelerazione = derivata della velocità = derivata seconda dello spostamento = velocità della velocità
  • E così via ……

 

L’esempio più macroscopico : il PIL
(ma ce ne sono molti altri)

  • Supponiamo per un momento che il PIL sia veramente l’indicatore del benessere (torneremo su questo argomento)
  • In realtà quando si parla del PIL si cita un indice di variazione (3%, 8%, 1,5%.....)
  • Questo numero non è il PIL, ma è la % di variazione del PIL da un periodo ad un altro (mese, trimestre, anno etc).
  • Si tratta cioè della “derivata” del PIL
  • Tutta la nostra economia non è basata sulla misura del benessere, ma sulla misura della velocità di variazione del benessere (cioè della “derivata” del benessere)
  • E da qui discende quindi l’economia della crescita: crescere, crescere…..
  • L’indicatore della crescita (aumento del PIL) viene poi considerato acriticamente e in valore assoluto. E ciò non ha significato.

 

Crescita

  • Più il benessere cresce più un piccolo incremento rappresenta un grande valore
  • IL 5% di 1.000 (= 50) vale molto di più in termini assoluti del 10% di 10 (= 1)
  • Una società economicamente avanzata (caratterizzata da un “grande” benessere) non può crescere alla stessa velocità di una società in fase iniziale di sviluppo
  • Se, in una società in cui gli individui hanno appena di che sostentarsi (mangiano una sola volta al giorno), si riesce a progredire e a mangiare due volte al giorno, la crescita è del 100%
  • E’ evidente che la crescita del benessere (crescita del PIL) è una curva che tende ad un asintoto. Le società evolute crescono sempre meno. Crescono molto le società “emergenti”.
  • Va bene così !
  • Pensare il contrario sarebbe come indispettirsi perché un ragazzo di 20 anni non cresce più in altezza
  • Ma il concetto non è invece accettato dal “governo dell’economia” e la conseguenza di questo errore di valutazione sono una serie di storture

 

I derivati finanziari

  • I Derivati (prodotti finanziari “derivati”) sono l’incarnazione finanziaria del “mondo derivato”
  • Sono titoli finanziari indiretti. Non legati a “valori del mondo reale”, ma a variazioni di indicatori (derivati) e sempre di più a variazioni di variazioni…..
  • Sono titoli sempre più distanti dalle “cose” e hanno il potere di moltiplicare i risultati delle scommesse finanziarie.
  • A fronte di un valore = 1 nel mondo reale, coi derivati si creano valori (matematici/virtuali) pari a n volte tanto
  • Questi prodotti finanziari sono fatti da formule matematiche molto complesse, create da matematici raffinati che sempre più spesso vengono assunti nel mondo della finanza.
  • I banchieri e gli operatori finanziari che manipolano e gestiscono questi titoli, non capiscono quasi mai il loro vero significato (provare per credere…).
  • Spesso anche chi li crea ne “perde il controllo del senso”
  • L’unico risultato certo di questi prodotti di finanza indiretta è di crescere a dismisura l’ammontare del “Valore” delle transazioni finanziarie e della ricchezza virtuale che essi rappresentano
  • Nel 1990 il valore complessivo delle transazioni “derivate” era circa = al valore dei titoli diretti (azioni/obbligazioni) e pari a circa 2 volte il PIL mondiale
  • Oggi il valore delle transazioni dei titoli “derivati” vale circa 70 volte il PIL mondiale!
  • Chi ha “il volante in mano”
  • E’ indubbio che l’umanità (il mondo occidentale in particolare) ha affidato “la guida” alla Finanza. Oggi è la Finanza (speculativa) che governa i destini del mondo
  • Oggi è il “Mercato” (anzi “I Mercati”) il Mantra a cui tutti devono obbedienza.
  • Il più potente dei politici del mondo è assolutamente impotente di fronte alle leggi della finanza e dei mercati, entità assolutamente al di fuori da ogni controllo politico e quindi democratico.
  • Alcune migliaia di soggetti invisibili, che non rispondono a nessuno, decidono giorno dopo giorno i destini del mondo. E questo grazie alla potenza degli strumenti derivati

 

Il Casinò

  • Quale individuo dichiarerebbe di essere disponibile ad affidare tutti (ma proprio tutti) i propri risparmi ad un giocatore incallito di casinò?
  • Questo è però quello che ha fatto l’intera umanità: abbiamo affidato il governo dell’economia, della ricchezza e del benessere di miliardi di persone ad un circo di scommettitori incalliti (e in più, spesso, anche disonesti).

 

Etica

  • Potersi arricchire a dismisura scommettendo sulle disgrazie altrui è un principio eticamente inaccettabile
  • Se poi si aggiunge che chi scommette non si affida più al caso come lo scommettitore tradizionale, ma ha i mezzi per fare avverare le proprie scommesse, il tutto diventa ancora più bieco e inaccettabile eticamente
  • Ma questo è quello che avviene ogni giorno
  • Gli scommettitori delle stanze dei bottoni della grande finanza speculativa possono mobilitare tali risorse (70 volte il PIL mondiale!!!), da essere in grado di fare avverare qualunque scommessa.
  • Soros da solo nel 1993, scommettendo contro la Sterlina costrinse l’Inghilterra alla svalutazione
  • E i derivati allora valevano una porzione infinitesima del valore di oggi…!
  • Puntare allo sfascio della Grecia e poi dell’Irlanda e poi dell’Italia e poi dell’Euro…….è un gioco possibile
  • Non si capisce perché nessuno affronti questo problema sotto il profilo etico
  • Se è difficile aspettarselo dalle forze economiche, non si comprende come non sia fatto da una parte del pensiero politico, o almeno dal pensiero filosofico-morale, o almeno dai grandi portatori di valori, quali si dichiarano le grandi religioni
  • Ma, al di là dell’etica, questo “gioco al massacro” produce risultati devastanti, e alla lunga taglierà il ramo su cui sono seduti anche gli speculatori

 

Globalizzazione

  • Teniamo presente che la finanza è la vera protagonista della globalizzazione.
  • E’ l’unica risorsa che può essere trasferita in un nanosecondo, da una parte all’altra del pianeta schiacciando un tasto di un computer.
  • Questo aumenta ancora il suo immenso potere, non essendo possibile per nessuno, allo stato attuale delle cose, esercitare alcun governo in questo mondo privo di frontiere.

 

Velocità

  • La velocità di spostamento di queste immani risorse finanziarie è tale che molti riescono con successo a speculare anche sulle differenze di velocità.
  • Canali di comunicazione sempre più veloci per poter effettuare transazioni e trading sul filo degli orari nelle diverse parti del mondo e addirittura sul filo del tempo di esecuzione della transazione elettronica
  • E aggiungiamoci anche che circa ¾ delle operazioni vengono decise da algortmi matematici eseguiti da macchine e non da esseri umani, con una ulteriore dimensione della moltiplicazione dell’ammontare delle transazioni, della loro cecità e scarsa governabilità
  • Sulla base di che cosa algoritmi sempre più complessi sfornati dai matematici assoldati dalla finanza, prendono le decisioni?

 

Il paradosso

  • Quello che è avvenuto in questi mesi è paradossale ed incredibile.
  • Un marziano direbbe che siamo completamente pazzi
  • Nel 2008 fallisce Lehman e la politica (in tutto il mondo) decide che non ci si può permettere il crollo della finanza
  • Per questo motivo si interviene pesantemente per puntellare. Si statalizzano banche, si immettono nel sistema grandi risorse finanziarie aumentando quasi ovunque i debiti pubblici.
  • Passano 6 mesi (non 6 anni !) e la finanza, che è stata salvata dalla politica grazie alle risorse dei cittadini di oggi e delle prossime generazioni, si rialza in cattedra e inizia a bacchettare tutti gli stati a causa del loro debito pubblico troppo alto (!)
  • Una politica di indebitamento pubblico decisa a livello planetario per scongiurare tracolli, non può essere invertita bruscamente dopo 6 mesi !
  • Il buon senso direbbe: facciamo piani di rientro graduale, omogenei in tutti i paesi e rientriamo negli anni, man mano che le cose si rimettono a posto.
  • E invece no! Tutti a chinare la testa di fronte ai mercati e a obbedire tagliando, tagliando, tagliando (sacrifici insostenibili dei cittadini), per ridurre in pochissimo tempo un debito contratto per salvarli.
  • Qualcosa non funziona…. !

 

Sterilizzare la finanza speculativa

  • Quello descritto è il tunnel in cui ci siamo infilati
  • Uscirne è molto complesso perché c’è un ricatto non detto, ma reale e oggettivo.
  • Rompere questo sistema perverso potrebbe avere conseguenze incalcolabili e ingovernabili. E spaventa anche il solo parlarne perché potrebbe essere sufficiente per generare le stesse conseguenze, dal momento che tutto oggi è sostenuto da una ricchezza virtuale(*) creata dalla finanza. E basta che qualcuno dica che “Il Re è nudo” che potrebbe crollare tutto.
  • Ma procedere così, ad occhi chiusi, ci porta comunque prima o poi nel baratro.

 

(* tra parentesi)

  • Si badi bene al significato di ricchezza virtuale. Essa lo è in termini complessivi, ma spesso questa ricchezza virtuale si trasforma in ricchezza reale.
  • E questo soprattutto da parte dei decisori delle stanze dei bottoni e dei loro “vicini”
  • Con questa ricchezza, sapientemente gestita, si comprano titoli reali, case, automobili…

 

Sterilizzare la finanza speculativa

  • Qualcuno inizia a dirlo, timidamente.
  • La Tobin Tax andrebbe in quella direzione, ma viene perfino nominata con cautela per i motivi già detti.
  • Il suo studio andrebbe affidato a menti matematiche preparate, le stesse che hanno costruito le formule dei alla base dei prodotti finanziari derivati. Con lo scopo di applicare le stesse formule e tassare le transazioni non in modo lineare, ma in modo proporzionale al loro “livello di derivata”. Cioè tanto più, quanto maggiore è la “distanza” dai titoli base, la distanza dalle cose reali
  • Ma il vero problema è che non esiste chi ha il potere di prendere decisioni del genere in modo efficace, non esistendo un governo planetario dell’economia in grado di “legiferare” dentro agli stessi confini in cui si muove la finanza: cioè il mondo intero
  • Occorrerebbe che tutti i potenti del mondo si “chiudessero in una stanza” e decidessero simultaneamente con effetto immediato in tutto il mondo.
  • In caso contrario, la finanza liquida, o meglio ancora “gassosa” si sposterebbe nelle zone franche laddove le cose si potrebbero ancora fare
  • E occorrerebbe anche uno show-down graduale, per evitare il famoso crollo

 

Ma il problema viene da lontano

  • Si è visto come la grande finanza speculativa ha consentito di moltiplicare la “ricchezza” (percepita)
  • Ma è stata una necessità del nostro mondo: l’unica possibilità per rispondere, da parte delle economie evolute, alla “fame di crescita” del nostro modello di sviluppo incentrato su una visione “derivata” del mondo
  • Abbiamo visto la stortura indotta dal farsi trainare dalla derivata dello sviluppo e non dallo sviluppo; dalla derivata del benessere e non dal benessere
  • E dal pensare che la crescita possa essere infinita.
  • Questo non è vero per una serie di motivi

 

Crescita infinita?

  • Il primo motivo è di natura logica : un tasso di crescita non può mantenersi costante. Una grandezza, nel mondo fisico, non può crescere all’infinito.
  • Chi cresce molto? Lo fanno le società che partono da molto indietro. Anche l’Europa lo ha fatto nel dopoguerra. Ma tutto era stato raso al suolo! E si doveva rifare!
  • Pensare che oggi le società occidentali economicamente evolute continuino a crescere ai tassi di allora è del tutto velleitario
  • Confrontare i nostri tassi di crescita (ovviamente e, forse mi viene da dire, giustamente, molto modesti) con i tassi di crescita dei paesi emergenti è altrettanto velleitario, e comunque privo di senso anche dal punto di vista logico-quantitativo
  • Le economie evolute sono molto prossime alla soddisfazione negli individui dei bisogni materiali.
  • E’ difficile immaginare tassi di crescita elevati se questi richiedono ulteriore soddisfazione di bisogni materiali
  • Si deve piuttosto immaginare modelli di sviluppo che vadano a soddisfare altri bisogni. A meno di non passare periodicamente per processi di distruzione di massa della ricchezza materiale di cui ci siamo dotati (vedi ancora 2° guerra mondiale)

 

L’asintoto della crescita

  • La crescita non può essere infinita: tende inevitabilmente ad un asintoto

Grafico

 

Il modello di sviluppo

  • Esiste poi un altro motivo molto importante per cui la crescita non può essere infinita, che chiama in causa le fondamenta del modello di sviluppo
  • Crescita e sviluppo, intesi come noi li definiamo fino ad oggi, comportano un continuo utilizzo delle risorse naturali del pianeta
  • Questa nuova dimensione pone un nuovo limite allo “sviluppo infinito” (che già di per sé è un nonsenso logico)

 

Risorse / energia

  • Non è pensabile continuare all’infinito l’attuale trend di utilizzo delle risorse del pianeta
  • Il genere umano è una specie “piuttosto vorace”
  • Pensiamo solo all’energia, o meglio all’attuale paradigma dell’energia
  • – La nostra attuale società è basata sull’utilizzo massiccio dell’energia fossile
  • – Non dimentichiamoci che l’energia contenuta nei combustibili fossili si è accumulata in centinaia di milioni di anni e noi la stiamo esaurendo nello spazio di due secoli (!). Altro che generazioni future! Noi stiamo spogliando milioni di generazioni !

 

Ancora il PIL

  • Il PIL è un indicatore del benessere di una società. E’ quello che noi continuiamo ad utilizzare.
  • Molti studiosi hanno fortemente messo in discussione la bontà del PIL come indicatore, in quanto esso rileva come grandezze positive anche fenomeni che vanno nella direzione opposta a quella del benessere.
  • Per uscire dalla situazione attuale di stallo/paradosso è necessario cambiare il nostro sistema di misurazione
  • Non è che il PIL sia concettualmente sbagliato: è inadeguato a rappresentare una società evoluta. Diciamo che è un sistema di misura grossolano, che, se può andare bene in fase iniziale dello sviluppo misurando la crescita “un tanto al braccio”, non può più andare bene invece quando si è vicini all’asintoto.
  • In questa situazione occorre uno strumento più raffinato e più completo, adatto a misurare una crescita del benessere più “immateriale”
  • Occorre inserire nei parametri di misura la qualità della vita, l’equità sociale, lo stato dell’ambiente, la giustizia, le opportunità dei giovani, la qualità delle relazioni, il tempo a disposizione degli individui, il livello culturale, la possibilità di viaggiare….etc. In poche parole tutte le cose a cui maggiormente si aspira in una società evoluta, che ha già ampiamente soddisfatto i bisogni materiali di primo e di secondo livello

 

Misurare diversamente

  • Non è vero che i sistemi di misura sono asettici
  • I sistemi di misura in realtà condizionano fortemente gli oggetti della misurazione
  • Questo avviene in tanti casi di fronte ai nostri occhi
  • – Misure e regole nuove in Formula 1 cambiano le automobili
  • – Nuovi sistemi di rating adottate nelle regate cambiano la forma delle barche
  • – ………..

 

Nuova misura per una nuova crescita

  • L’attuale sistema economico mondiale è anche figlio del sistema di misura adottato (PIL)
  • Un sistema di misura diverso darebbe origine gradualmente ad una diversa economia.
  • Oggi siamo in grande difficoltà perché non riusciamo a trovare modalità sensate per crescere nel mondo occidentale. Ma attenzione: quando parliamo di crescita intendiamo la crescita che si traguarda alla formula del calcolo del PIL.
  • Quella crescita (tutta stupidamente quantitativa), non è materialmente conseguibile ai tassi attesi, oltre a non essere nemmeno “buona”
  • Oggi è venuto il momento di trovare una nuova equazione
  • Allo stesso modo come è avvenuto nella fisica: La legge di gravitazione universale di Newton ha spiegato perfettamente il movimento dei corpi ed ha sempre funzionato fino a quando non ci si è trovati di fronte a particelle piccolissime e velocissime per le quali quella legge non era più in grado di funzionare: un nuovo contesto richiedeva nuove leggi
  • Le leggi di Maxwell sull’elettromagnetismo e la relatività ristretta di Eistein hanno superato la Fisica Classica portando di nuovo tutto a sintesi. Una nuova legge, più raffinata di quella di Newton, e che purtuttavia la comprende, riesce a spiegare anche situazioni che con la Fisica Classica non trovavano spiegazioni
  • Occorre prendere atto che il nostro attuale sistema di misura (PIL), che era adatto a situazioni di economia ai primi stadi, non lo è più nel momento in cui ci avviciniamo all’asintoto.
  • Occorre individuare un nuovo sistema di misura adatto al futuro che abbia soprattutto la capacità di considerare nella crescita le componenti di valore immateriale verso cui si orienta una società evoluta.
  • Pensiamo al contenuto di valore di un iphone o di un ipad (per citare Steve Jobs). Il suo valore non è nell’oggetto che compriamo, ma nella straordinaria capacità di farci accedere ad un enorme sistema valoriale (cultura, informazione, relazioni, viaggi…..) che sono solo per una minima parte incorporati nella misura del PIL (che oltre al valore dell’oggetto, misura al massimo il canone per il traffico in rete e la pubblicità)
  • Il nuovo sistema di misura (nuovo PIL) darebbe origine ad una nuova competizione tra le economie facendo realmente emergere quelle più virtuose in termini di soddisfazione dei bisogni delle persone e di qualità della vita
  • Non avrebbe cioè solo una funzione di metro di misura, ma contribuirebbe in modo determinante alla modellazione del sistema economico-sociale

 

Produttività

  • Guardando un grafico relativo all’andamento della produttività dal dopoguerra ad oggi si vede che:
    • La produttività del lavoro (quantità di lavoro per unità di prodotto) è cresciuta moltissimo
    • La produttività delle risorse materiali (quantità di materia per unità di prodotto) è cresciuta pochissimo
    • Come pure pochissimo è cresciuta la produttività dell’energia (quantità di energia per unità di prodotto)

Grafico

 

Produttività del lavoro

  • L’aumento della produttività del lavoro è evidente a tutti, come pure evidenti sono le cause:
    • le macchine e l’automazione per il lavoro manuale;
    • – l’ ICT per il lavoro impiegatizio.
  • Sono i fenomeni economici più evidenti del ‘900. Questo aumento di produttività è stato generato dalla grande crescita di questi settori d’industria: l’industria dell’automazione e quella dell’informatica
  • Si è ragionato sulle sue conseguenza, ma non abbastanza
  • Si è detto che questo trend avrebbe fatto diminuire il lavoro: “lavorare tutti – lavorare meno
  • E così è avvenuto per molto tempo (le conquiste dei lavoratori), ma poi si è fermato.
  • Ancora nel 1995 J. Rifkin scriveva “La Fine del Lavoro” che sosteneva questa tesi
  • Ma poi è arrivata la globalizzazione e la competizione di sistemi economici dove il processo non era ancora iniziato (il lavoro non costa e non servono le macchine).
  • L’inseguimento di questa competizione ha fatto uscire di scena il paradigma del “lavorare meno tutti” e lo ha sostituito con un altro: “molto lavoro per chi lavora e molti senza lavoro
  • E’ un processo che invece riprenderà e va analizzato molto bene.
  • Il tempo disponibile è nelle società evolute il valore più prezioso e più ambito
  • Le società del futuro dovranno riprendere questo percorso
  • Il tempo a disposizione, coniugato naturalmente al lavoro e a un reddito spendibile, sarà uno dei parametri della crescita delle generazioni future (se riusciremo a non andare nel baratro, naturalmente)

 

Produttività delle risorse

  • Questa produttività non è cresciuta
  • Oggi si producono miliardi di beni (sempre di più) per soddisfare bisogni di una umanità sempre più allargata, ma con una sempre maggiore distruzione di risorse del nostro pianeta
  • Sta partendo/partirà/è necessario che parta un percorso di crescita della produttività delle risorse materiali
  • Prodotti che consumano meno materiali. Nuovi materiali. Leggerezza. Recupero e riciclo.
  • Questa produttività dovrà essere misurata e dovrà costituire un valore

 

Produttività dell’energia

  • E naturalmente non è cresciuta la produttività dell’energia
  • Questo percorso è ancora più strategico perché le fonti di energia che utilizziamo hanno un doppio problema:
    • – Si esauriscono come le altre risorse ( come già detto due secoli per esaurire l’energia accumulata in 100 milioni di anni)
    • – Modificano le condizioni ambientali (inquina) in modo irreparabile
  • Sta partendo/partirà/è necessario che parta un percorso di crescita molto rapida della produttività dell’energia
  • E questa produttività chiama in causa l’intero ciclo dei prodotti (dalle materie prime al riciclo/riutilizzo/scarto)
  • E’ un percorso virtuoso che coinvolgerà/deve coinvolgere tutti i prodotti in tutti i campi in tutto il mondo

 

Nuove produttività

  • La produttività delle risorse materiali e quella dell’energia guideranno il percorso dell’economia nei prossimi decenni
  • Dovranno nascere nuovi indicatori e nuovi criteri di scelta dei prodotti disponibili
  • I migliori prodotti saranno quelli che incorporeranno la maggiore produttività di risorse/energia. I prodotti più sostenibili
  • Lo stesso concetto di “consumatore” è in vistosa contraddizione con il nuovo paradigma (ma non ce ne accorgiamo)
  • Il consumatore è il protagonista del benessere misurato attraverso il PIL
  • Le persone saranno le protagoniste del benessere misurato (e prodotto) dal nuovo sistema di misura

 

In sintesi

  • Il sistema economico mondiale è in mano alla finanza (speculativa)
  • I paradigma della crescita infinita non tiene per motivi logici e di consumo di risorse
  • Occorre velocemente uscire da questo tunnel
  • Per questo in primo luogo è necessario un grande movimento di pensiero libero da condizionamenti e dalla sindrome della “paura del Re Nudo”
  • Non si tratta di contrastare capitalismo e iniziativa privata: tutt’altro. Si tratta di difendere il sistema da se stesso e dalle sue storture
  • Occorre un sistema di governo dell’economia più coerente con i confini del mondo globalizzato
  • Occorre che la politica si riappropri del proprio ruolo di indirizzo e che la finanza sia subordinata ad essa e non viceversa
  • Occorre sterilizzare la finanza speculativa con nuove regole globali mirate alla riduzione progressiva dei titolo indiretti (derivati).
  • Occorre dotarsi di un nuovo sistema di misura del benessere adeguato a economie che hanno soddisfatto i bisogni primari e tendono alla soddisfazione di bisogni immateriali
  • Occorre una fase storica che privilegi la crescita della produttività delle risorse materiali e dell’energia
  • Tutto questo potrebbe originare una svolta che riaprirebbe una nuova e lunga fase di “crescita” e progresso (un’altra crescita e un altro progresso)

 

Tutto per non finire nel fosso…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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